Alla Capinera si rinnova la cantina: tanta Sicilia e bollicine

18 giugno 2018

Circa mille e 200 etichette di vini provenienti da tutto il mondo compongono la cantina del ristorante stellato La Capinera di Taormina, un ambiente dedicato, curato in ogni dettaglio, dove a breve sarà possibile anche prenotare gli esclusi “Table chef”. “Francia, Germania, Austria, soffermandoci con un pizzico di orgoglio alla Sicilia e alle doc Etna, la nostra cantina incontra le esigenze di tutta la nostra clientela” spiega Cinzia D’Agostino, sommelier professionista, socia e sorella dello stellato Pietro, al suo fianco sin dall’apertura del locale che si affaccia sulla baia taorminese di Spisone.

“Riesling e champagne sono i prodotti ricercati che non possono certo mancare, fanno sempre chic,legati a una idea di cena più intima e raffinata –prosegue – ma per quanto mi riguarda, continuo a consigliare con tanta convinzione bollicine italiane che non sono certamente da meno”.

La territorialità, caratteristica della cucina dello chef D’Agostino, accompagna anche la scelta dei vini da abbinare. “Noi sponsorizziamo l’Etna con il suo straordinario Carricante o lo Zibibbo secco di Pantelleria – spiega la sommelier– ma anche certi rossi si prestano bene ad accompagnare pietanze a base di pesce, come il Nerello mascalese o cappuccio. Sono ‘uve nostre’ che producono vini leggeri e freschi”.

“D’altra parte, è cambiato molto il gusto del cliente che prima prediligeva magari un vino del Trentino – sottolinea– ma adesso la Sicilia e le nostre cantine sono riuscite a fare uscire fuori un carattere e una forte identità nell’ampio ventaglio di vini incredibili che sa proporre. Non solo Etna, naturalmente”.

“La Sicilia sta vivendo un boom dell’enoturismo e dei i flussi di presenze nelle sue cantine, immerse in paesaggi straordinari che rendono la nostra isola un immenso giacimento di biodiversità che si accompagna alla bellezza dei luoghi. Questo ha fatto sviluppare una certa sensibilità a saperne di più dei vini e dei vitigni autoctoni:Racina di ventu, Inzolia nera, Dunnuni, Fiore d’arancio, Nivureddu, Racinedda e Tintorè, sono solo alcune delle oltre 60 varietà di vitigni presenti nella nostra terra. La terra, il sole, il vento, l’acqua, il territorio, sono le forze della natura di cui si nutre la vite e l’arte della coltivazione della vite, qui in Sicilia, consiste proprio nel sapere gestire queste forze vitali. Riuscire in questo significa produrre uve di qualità con cui si possono ottenere vini di alta qualità”.

 

Letizia Carrara
About the author